Le domande più frequenti

QUALE È IL TUO TITOLO DI STUDIO?

Dopo essermi diplomato al Liceo Scientifico “Il Pontormo” di Empoli (FI), con una tesi intitolata “Via del campo: la lussuria”, studio Scienze Politiche all’Università di Firenze (Scuola Cesare Alfieri), curriculum in “comunicazione, media e giornalismo”.

DI COSA TI OCCUPI?

Mastico comunicazione a 360 gradi, in particolar modo sul web. Posso occuparmi di qualunque tipo di messaggio si voglia comunicare e con ogni mezzo, dal giornalismo al social media marketing per aziende e privati che vogliono promuoversi e distinguersi in rete.
Sono anche un project manager, che significa “semplicemente” ideare progetti, eventi e campagne per scopi sociali, politici o pubblicitari.
Mi occupo anche di sensibilizzazione e vengo chiamato per convegni, conferenze o incontri pubblici e di formazione come relatore riguardo tematiche sociali, in particolar modo per la disabilità.

ATTUALMENTE PER CHI LAVORI?

Sono un giornalista freelance (libero professionista) e scrivo per diverse testate online, principalmente per Fanpage.it, il giornale online più letto d’Italia (qui trovi alcuni miei articoli).

HAI SCRITTO LIBRI?

Ho pubblicato “Parigi XXI” (Miraggi Edizioni, ottobre 2016) che ha venduto 5.000 copie nei primi sei mesi diventando Best Seller Amazon. Adesso sto lavorando ad un nuovo libro per una grande casa editrice… Ancora top secret.

VUOI FARE LO SCRITTORE?

Vivere scrivendo “libri veri” non è il mio obiettivo primario, anche se credo sia il massimo per chiunque ami scrivere. Farne un lavoro a tempo pieno sarebbe un sogno, perché vorrebbe dire lavorare emozionando un grande pubblico con le mie parole, i miei racconti, le mie sensazioni e idee.

PERCHÉ NON PARLI SOLO DELLE “TUE COSE”, OVVERO DI DISABILITÀ?

Perché io non sono la mia disabilità. Perché semplicemente, come ogni giornalista, non c’è mai un tema predominante da trattare ma ci viene chiesto di essere flessibili.
Il fatto che io sia in carrozzina non significa che non debba essere partecipe e attento a ciò che mi circonda: è un diritto ma soprattutto un dovere di cittadino interessarsi alla politica, all’economia, alle esigenze degli altri. Censurare e imbavagliare la trovo una forma di violenza inaudita, figuriamoci in base a certi ragionamenti.
Tu diresti ad un idraulico, mentre parla di cronaca al bar, di pensare solo ai rubinetti?

SEI UN ATTIVISTA?

Se difendere i diritti umani e civili, compreso quelli che non ci riguardano direttamente, per cercare di costruire giorno per giorno un mondo migliore, significa essere attivisti… Sì, lo sono.

SEI UN MOTIVATORE?

No, sono semplicemente uno che dice e scrive ciò che pensa, senza filtri, cercando di comunicare per emozionare, smuovere, stimolare, provocare. Se questo può essere anche di aiuto per gli altri, ispirandoli, ne sono più che felice: vedere la soddisfazione e la gratitudine negli occhi di chi mi è intorno è un regalo straordinario!

COSA SI PROVA AD ESSERE SEGUITI DA TANTE PERSONE?

Il concetto che delle persone “mi seguano” non mi fa impazzire. Preferisco che gli altri stiano accanto a me, e non dietro, per poter accompagnare le mie idee e fare un pezzo di strada insieme.

TI RITIENI UN INFLUENCER?

Il concetto di influencer viene usato spesso a sproposito. Vorrei che le mie parole fossero gli ingranaggi di un cambiamento, per contribuire ad una rivoluzione sociale e culturale. Vorrei vedere degli effetti concreti da ciò che comunico. Con questo, non mi ritengo un “opinionista” e non ho la presunzione di avere la verità in tasca: sono per un dialogo costruttivo, stimolante e partecipato, bidirezionale.