Le domande più frequenti

QUALE È IL TUO TITOLO DI STUDIO?

Dopo essermi diplomato al Liceo Scientifico “Il Pontormo” di Empoli (FI), con una tesi intitolata “Via del campo: la lussuria”, studio Scienze Politiche all’Università di Firenze (Scuola Cesare Alfieri), curriculum in “comunicazione, media e giornalismo”.

DI COSA TI OCCUPI?

Mastico comunicazione a 360 gradi, in particolar modo sul web. Posso occuparmi di qualunque tipo di messaggio si voglia comunicare e con ogni mezzo, dal giornalismo al social media marketing per aziende e privati che vogliono promuoversi e distinguersi in rete.
Sono anche un project manager, che significa “semplicemente” ideare progetti, eventi e campagne per scopi sociali, politici o pubblicitari.
Mi occupo anche di sensibilizzazione e vengo chiamato per partecipare a convegni, conferenze o incontri pubblici e di formazione come relatore o moderatore riguardo tematiche sociali, in particolar modo per la disabilità ma non solo.

ATTUALMENTE PER CHI LAVORI?

Lavoro come attivista e “comunicatore 2.0” freelance (libero professionista). Scrivo per diverse testate online, principalmente per Fanpage.it, il giornale online più letto d’Italia (qui trovi alcuni miei articoli).

HAI SCRITTO LIBRI?

Ho pubblicato “Parigi XXI” (Miraggi Edizioni, Ottobre 2016), diventato Best Seller Amazon, e “Faccio salti altissimi” (Mondadori, Marzo 2018).

VUOI FARE LO SCRITTORE?

Vivere pubblicando “libri veri” credo sia la massima aspirazione per chiunque ami scrivere e comunicare. Farne un lavoro a tempo pieno sarebbe un sogno, perché significherebbe lavorare provando a emozionare gli altri attraverso le mie parole, sensazioni, idee e storie. Insomma, con ciò che sono.

PERCHÉ NON PARLI SOLO DELLE “TUE COSE”, OVVERO DI DISABILITÀ?

Perché io non sono la mia disabilità. Il fatto che io sia in carrozzina non significa che non debba essere partecipe e attento a ciò che mi circonda: è un diritto ma soprattutto un dovere di cittadino interessarsi alla politica, all’economia, alle esigenze degli altri, ancor prima che un lavoro. Censurare e imbavagliare qualcuno la trovo una forma di violenza inaudita, figuriamoci in base a certi stereotipi.
Tu diresti ad un idraulico, mentre commenta la cronaca al bar, di star zitto e pensare solo ai rubinetti?

SEI UN ATTIVISTA?

Se difendere i diritti umani e civili, compreso quelli che non ci riguardano direttamente, per cercare di costruire giorno per giorno un mondo migliore, significa essere attivisti… Sì, lo sono.

SEI UN MOTIVATORE?

No, sono semplicemente uno che dice e scrive ciò che pensa, senza filtri, cercando di comunicare per emozionare, smuovere, stimolare, provocare. Se questo può essere anche di aiuto per gli altri, ispirandoli, ne sono più che felice: vedere la soddisfazione e la gratitudine negli occhi di chi mi è intorno è un regalo straordinario!

COSA SI PROVA AD ESSERE SEGUITI DA TANTE PERSONE?

Il concetto che delle persone “mi seguano” non mi piace. Preferisco che gli altri stiano accanto, e non dietro, per poter accompagnare le mie idee e fare un pezzo di strada insieme.

TI RITIENI UN INFLUENCER?

Il concetto di influencer viene usato spesso a sproposito. Vorrei che le mie parole fossero piccoli ingranaggi nel motore del cambiamento, contribuendo ad un pezzo di rivoluzione sociale e culturale. Amo vedere degli effetti concreti da ciò che comunico. Con questo, non mi ritengo un “opinionista” e non ho la presunzione di avere la verità in tasca: il dialogo dev’essere sempre costruttivo, stimolante e partecipato. Senza confronto non si cresce.