Siamo il Paese che usa l’immigrazione per giustificare i propri fallimenti

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Siamo alle solite. L’odore di elezioni inizia a farsi percepire: nei Comuni, nelle province e anche un po’ più in là. Tra nuove bagarre e vecchi rancori c’è chi continua a rovistare nei razzismi di ogni genere, alla ricerca spasmodica di capri espiatori per rendere la luna più piccola e le dita sempre più grandi, distogliendo gli sguardi dalle proprie mancanze.

Una campagna continua, un gioco perverso all’ultimo stralcio di visibilità per apparire i più bravi e i più giusti della corsa. Patinati come le foto in prima pagina. Ed ecco che puntualmente si richiedono riunioni con le Associazioni, incontri con le famiglie (i così detti caregiver) e i tavoli di lavoro con le persone con disabilità, fino a quel momento quasi del tutto ignorate.

D’altro canto, siamo il Paese che ha bisogno di utilizzare dei disgraziati per giustificare le mancanze di fondi. “Questi immigrati ti rubano la pensione e i sussidi!”. Non sapete quante volte me lo sia sentito dire. E ogni volta ho tentato di risparmiare fiato, perché far l’elenco di ciò che realmente limita certi diritti sarebbe sfiancante: evasori fiscali, sprechi pubblici, opere incompiute, chi timbra il cartellino e va a fare la spesa, falsi invalidi, chi si mette ingiustamente alla mutua, pompose spese militari, multe mancate, mafiosi, corrotti, stronzi.

Una battaglia navale dove il missile fortunato è di chi la spara più grossa per ricevere like e consensi. Dove gli unici a ricordarsi che “accessibilità” e “inclusione” sono questioni trasversali restano, alla fine, coloro che vivono situazioni di apparente svantaggio. Perché se non hai un disabile in casa, automaticamente non sai comprendere cosa significhino marciapiedi dissestati, scalinate negli edifici pubblici, gradini in tutti i locali.

Ma soprattutto, non hai idea di cosa voglia dire dipendere costantemente da qualcuno. E, il più delle volte, doverlo pagare quel qualcuno, a suon di sacrifici e qualche preghiera. Ecco allora che se imparassimo tutti a metterci nei panni degli altri, tutto l’anno, ci ricorderemmo forse di scendere in piazza più spesso. E di farlo perché giusto, non perché si hanno le ruote. Senza cercare scuse altrove.

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7 commenti
  1. Mauro
    Mauro dice:

    Ciao Jacopo ti stimo molto, ma io Penso che siamo in un paese che negli anni ha sempre cercato di attuare dei magna magna all’estero, tipo le missioni in Somalia o la missione arcobaleno in Albania e tutte le false missioni di pace nel medioriente. Adesso da quando la sinistra ha abrogato il reato di clandestinità abbiamo assistito ad un boom dell’immigrazione, supportato da organizzazioni non governative che intervengono con le navi e dalle mafie. Le cooperative rosse gestite da politici hanno fatto affari d’oro ospitando gli immigrati con l’unico interesse economico ed una speranza di voti. Come prevede la costituzione dobbiamo aiutare chi ha bisogno e diritto, ma non per questo dobbiamo fare arrivare chiunque , anche perché non possiamo permettercelo. Passiamo per razzisti? l’Europa se ne frega e ci bacchetta pure. Non abbiamo la possibilità di ospitare tutti , e diciamo le verità che se crediamo di aiutare i più poveri quelli non hanno disponibilità economiche per arrivare qui. Non possiamo far arrivare qui gli immigrati e poi tenerli a non fare niente, poi molti finiscono nel giro della criminalità è un dato di fatto. Allora finiamola di sfruttare questi paesi e le loro risorse , terminiamo il colonialismo ed aiutiamoli a casa loro anche se la competitività di un paese in via di sviluppo ci potrà fare concorrenza.

    Rispondi
    • Ale
      Ale dice:

      Non è giustificabile con un’ipotetica “magna-magna” la promulgazione di una Legge che farà gravi danni a tutti migranti e cittadini …. errori ce ne sono stati sicuramente e non si riparano i danni facendone altri!

      Rispondi
    • Monica
      Monica dice:

      Caro Iacopo sono d’accordo con Mauro e penso che finora nessuno è stato veramente in grado di aiutare queste popolazioni in difficoltà ,ancora meno proprio le organizzazioni non governative che vagano per il Mediterraneo, mentre con gli stessi soldi spesi per le navi, potrebbero aiutare queste popolazioni in difficoltà, costruendo proprio nei loro paesi di provenienza, ospedali, scuole, pozzi ,strade ecc…li dove manca tutto.

      Rispondi
  2. Gabriella Stefani
    Gabriella Stefani dice:

    Concordo, su tutto, anche se non ho un disabile in casa e non conosco la fatica di aiutarlo a superare le barriere di qualsiasi tipo.
    Ammiro quello che fai, che fate e come lo fate.
    Per il resto nel mio piccolo, mi indigno e denuncio, non voglio essere indifferente.
    Mai.

    Rispondi
  3. monica
    monica dice:

    si penso anche io caro Iacopo come pubblicato da Mauro che finora nessuno è stato veramente in grado di aiutare queste popolazioni in difficoltà, ancora meno proprio le organizzazioni non governative che vagano per il Mediterraneo .Con quei soldi spesi per le navi ,potrebbero invece andare a costruire in quei paesi strade ,pozzi ,scuole ,ospedali ecc….li dove manca tutto .

    Rispondi
  4. IVANA CANEVAROLLO
    IVANA CANEVAROLLO dice:

    Viviamo nell’insicurezza rappresentata da edifici che crollano, strade e ponti, luoghi di lavoro insicuri, luoghi di divertimento, fiumi, stazioni che sono ormai delle trappole mortali, ma noi pensiamo all’immigrazione..di passaggio in Italia oltrettutto. L’alibi del non ci sono soldi non vale più. Tutti sanno che ci sono milioni di euro (arrivati dall’Europa per realizzare progetti) inutilizzati, fermi per incapacità a spendere e investire nonostante l’Agenzia creata ad hoc per facilitarne l’utilizzo. Non ho parole. In Italia si muore, ma non certo di immigrazione.

    Rispondi
  5. Michele
    Michele dice:

    E la cosa bella sono i commenti di chi si preoccupa di “aiutarli a casa loro”, di chi pensa ai soldi guadagnati da “cooperative rosse che finanziano ONG che sprecano i soldi per aiutarli in mare e non costruendo ponti e infrastrutture nei loro paesi” (ritornando al concetto di cui sopra).

    Ma perché ci brucia tanto di sti 4 spicci (5 miliardi han detto? Tutti scorporati dal bilancio da parte dell’UE e quindi che non gravano sulle spalle italiche) usati per uno scopo benefico, di pace, completamente opposto all’odio inter- e nazionale che senza un minimo di ragione si vede anche all’angolo della strada sotto casa, e invece non ci si preoccupa dei 230 miliardi di evasione fiscale, portata avanti da “italiani brava gente”, di tutti i soldi e le vite che ci vengono portati via dalle mafie, di tutti i progetti mal compiuti solo perché tra corrotti ci si deve dividere il malloppo dell’appalto di non so quale infrastruttura, che tra qualche anno cederà e ci lascerà con le lacrime piene di sfiducia al volto delle madri, dei padri e degli amici di chi ancora oggi grida giustizia per qualcosa che mai dovrebbe accadere in un paese civile: scherzare con la vita delle persone.

    Quindi basta con sta pigrizia di puntare il dito, perché è facile. Applichiamo tutte le nostre energie per cercare di andare oltre, razionalmente, alla punta del nostro naso e capire che non è un nostro simile che ha perso quasi ogni speranza di sopravvivere ad una vita di stenti il vero problema che se risolto ci risolleverà tutti, ma tutta un’altra serie di problemi che in una sorta di gioco delle tre carte viene ad essere nascosto molto bene da parte di chi tira i fili del governo e dell’opinione pubblica, per mostrarci solo la carta più confacente alle loro esigenze: il problema dell’immigrato.
    Iacopo ha già afferrato al meglio il problema, spero che pian piano sempre più gente possa riuscire a capire.

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